Ultima modifica: 14 Ottobre 2020
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A tu per tu con l’ansia da prestazione: come gestirla.

L’attività didattica è ripresa seppur con evidenti e necessari accorgimenti e cambiamenti. Bambini e ragazzi si trovano di nuovo a misurarsi con verifiche ed interrogazioni…partiamo con il piede giusto!

Bambini ed ansia da prestazione

Tanti bambini, già nella scuola primaria, in vista di una verifica o di un’interrogazione, sperimentano un alto livello di ansia e preoccupazione, vanno nel pallone, non riescono a sentirsi sicuri di se stessi, si bloccano.
Il ruolo di genitori e insegnanti e il modo con il quale vengono gestite queste situazioni, diventa fondamentale per aiutarli ad affrontare paure e difficoltà. Genitori ed insegnanti possono, anche inconsapevolmente, passare un messaggio che esalta solo il rendimento scolastico, i risultati, rischiando di fare sentire i bambini sotto pressione. Pressione e stress possono alimentare il confronto con gli altri, l’aspettativa ed il desiderio di essere come gli altri vorrebbero, la paura del giudizio o di una valutazione negativa, la paura di essere presi in giro dai compagni in caso di errore, la preoccupazione di deludere genitori o insegnanti se non raggiungono le loro aspettative.

Come gestire l’ansia da prestazione?

È normale che i genitori siano attenti anche al rendimento scolastico, non c’è nulla di negativo in questo, ma se l’attenzione ai risultati diventa eccessiva, il bambino può arrivare a pensare che viene visto ed è degno di attenzione agli occhi del genitore o degli adulti per lui importanti, solo se riesce a soddisfare certe loro aspettative.

Come procedere?
Innanzitutto mostrando comprensione per la loro ansia. Per i bambini è fondamentale sentire che il genitore o le maestre comprendono il loro stato d’animo e le loro paure. È importante aiutare i bimbi  ad esprimere come si sentono, rassicurandoli, magari anche raccontando qualche episodio in cui anche l’adulto ha sperimentato ansia o preoccupazione.
Rendere varia la conversazione in merito alla scuola, non limitandosi a chiedere come è andata a scuola ma provando a chiedere come sono stati a scuola, cosa gli è piaciuto, cosa li ha interessati o divertiti, spostando così l’ attenzione dalle loro prestazioni al modo in cui vivono e sperimentano le attività quotidiane e ai loro interessi.
Dal momento che l’ansia della prestazione scolastica può essere collegata anche all’eccessivo peso che viene dato ai compiti pomeridiani, è bene promuovere e facilitare la loro autonomia. Il genitore c’è sempre, può aiutarli ad organizzare lo studio, può chiarire eventuali dubbi o fare insieme una supervisione finale. 
Infine bandire il giudizio. Di fronte ad un errore o inesattezza è importante cercare di capire il ragionamento seguito e cosa ha sollecitato dubbi e domande. Di fronte ad un brutto voto è importante trasmettete fiducia, rassicurarli…si può sbagliare ma raggiungere comunque i propri obiettivi.