Ultima modifica: 12 Marzo 2022
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IL MESE DELL’INCLUSIONE “MORE THAN DIS”

4 febbraio – 5 marzo 2021
IC PACCINI SOVICO

Cos’è inclusione? Come si crea un clima inclusivo nella scuola? È difficile rispondere a queste domande senza cadere nella pura retorica o in frasi piene di banalità e in progetti sostenuti da grandi contenuti ma poco realizzabili nella pratica di tutti i giorni. Lo sappiamo bene. Non pensiate che questo ci sfugga. Lo viviamo sempre proprio per il ruolo che ricopriamo all’interno della scuola. Ci interroghiamo da anni e ogni giorno per comprendere come rendere questo istituto sempre più inclusivo, come fare perché ognuno si senta “dentro” e non fuori. Non è sempre facile e non è sempre possibile ma ci si prova quotidianamente, di mese in mese, di anno in anno.

Includere vuol dire non escludere: banalità? Sì. Eppure proviamo a fare un bilancio della giornata trascorsa: quanti gesti di esclusione abbiamo messo in atto? Quante parole che abbiamo pronunciato hanno creato muri? Quanto pesante è stato il nostro cuore nei confronti del vicino, del collega, della moglie o del marito, dei figli, dello sconosciuto che passava per strada, dell’autista che era nella macchina davanti alla nostra e che andava troppo piano ?

Sono periodi difficili e complessi: ci sentiamo e siamo frantumati da anni di pandemia che hanno insinuato l’idea che il contatto e la vicinanza siano pericolosi. Un virus potrebbe insinuarsi fra di noi se solo stiamo più vicini. E come si può pensare ad includere senza essere vicini? Includere significa conoscere, per conoscere devo prima osservare e nulla e nessuno può essere osservato se non c’è prossimità, se non c’è desiderio, se facendomi vicino mi sento in pericolo. E quindi come fare? Da dove ripartire per ripensare all’inclusione?

Il primo passo nella nostra scuola pensiamo possa iniziare da questa frase:
Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre
(Platone)

In questi anni ognuno di noi, compresi i nostri bambini e ragazzi, hanno affrontato e stanno affrontando lotte di cui non conosciamo molto o forse nulla. Alcuni di loro combattono dal momento in cui il loro cuore ha iniziato a battere e così anche voi famiglie.
Così anche noi insegnanti. Ricordiamocene. Smettiamo di mettere al centro noi stessi, con le nostre esigenze e i nostri egoismi e narcisismi. Quello che ci accomuna oggi è la necessità vitale di usare la nostra resilienza per ricominciare e per sostenere chi, questa resilienza, non la possiede ora o forse mai. Includere significa trovare punti di contatto e non punti di divisione.

E questo anche nelle parole. E da qui il secondo passo:
Il coraggio è ciò che serve per alzarsi e parlare. Il coraggio è ciò che serve per sedersi e ascoltare
(W. Churcill)

L’inclusione passa per la nostra capacità sia di parlare che di ascoltare.
Parlare con gentilezza, con una voce che protegge, con parole che accarezzano e non giudicano l’altro, parole che sostengono e che fanno volare alto e non che schiacciano e bloccano. Le parole che usiamo fanno la differenza nella vita di ogni essere umano. Come i silenzi che riusciamo a coltivare invece di pronunciare parole che fanno male. Come i silenzi che riusciamo ad ascoltare. E che non forziamo a diventar parola. La parola e il silenzio creano spazio e tempo per incontrarsi, tempo e spazio in cui l’inclusione diventa una verità reale e possibile.

Il terzo passo: lo sguardo.
Non abbassare mai lo sguardo. Tienilo sempre alto. Guarda il mondo negli occhi
(H. Keller)

E’ solo guardando l’altro e riconoscendo in lui noi stessi che si può lavorare per l’inclusione.
Uno sguardo che vuole capire, comprendere, custodire dentro di sè, per sè e per l’altro.
Lo sguardo è il primo passo per incontrarsi. Gentilezza, considerazione, rispetto, ascolto, dialogo, confronto, riflessione, osservazione. Questo è quello che ha contraddistinto il mese dell’inclusione. Un mese dedicato a rendere la nostra scuola un luogo in cui tutti possiamo abitare, nessuno escluso. I nostri bambini, dai più piccoli ai più grandi, si sono presi del tempo per esserci insieme a noi, per capire come costruire un mondo a portata di tutti.
Abbiamo proposto attività e iniziative (alcune comuni a tutti gli ordini di scuola, altre diverse) comprensive, disponibili, sincere, perché ci vogliono coraggio e consapevolezza per spezzare i modelli negativi e distruttivi che possono determinare le interazioni con l’altro.
I risultati? Per ora quelli no. Non chiedete che i risultati si vedano subito, in qualche giorno.
Sono in cammino come i ragazzi, a volte corrono, a volte cadono e inciampano, a volte trovano mani che li aiutano, altre volte no, talvolta sanno aiutare, altre volte hanno bisogno di aiuto. Crediamo che ogni bambino, bambina, ragazzo e ragazza sia unico e che abbia un suo proprio nucleo di creatività e saggezza. Noi adulti insegnanti abbiamo avuto, in questo mese, ma lo abbiamo tutti i giorni a scuola, il privilegio di essere testimoni del loro sviluppo della personalità e di lasciare che la loro bellezza risplenda intorno a noi.

L’importante non sono stati i risultati, ma è stato esserci anche quest’anno insieme a loro, per loro, apprezzando e incoraggiando “ciò che è dentro” di loro e il modo di esprimere se stessi come membri, abitanti attivi della scuola.

I bambini imparano davvero quello che vivono. E da adulti vivono quello che hanno imparato
(Dorothy Law Nolte)


Vi aspettiamo l’anno prossimo!
I docenti di sostegno dell’ IC PACCINI

Le Docenti referenti per l’inclusione scolastica

Barbara Berardi
Ilaria Doni
Alessia Galbiati
Sara Trabattoni