Ultima modifica: 26 Maggio 2021
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Laboratorio Psicologico: focus sull’autostima

Uno dei temi su cui abbiamo riflettuto in classe è stata l’autostima.

Diverse sono le domande su cui si è articolata la discussione e numerosi sono stati gli spunti interessanti emersi.

  • Cosa è l’autostima?
  • Da 0 a 10 dove collocheresti la stima di te?
  • Ci sono ambiti che incidono positivamente o negativamente su questa stima?
  • Che caratteristiche ha una persona con bassa autostima? Buona? Alta?
  • Su quali contesti di vita impatta la nostra autostima?
  • Quali esperienze la possono alterare?

Proviamo a mettere un pochino di ordine.

 Cosa è l’autostima?

Definire il costrutto di autostima non è semplice ma una definizione concisa e condivisa in letteratura potrebbe essere la seguente: “Insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso” .
A costituire il processo di formazione dell’autostima vi sono due componenti: il sé reale e il sé ideale.
Il sé reale non è altro che una visione oggettiva delle proprie abilità mentre il sé ideale corrisponde a come l’individuo vorrebbe essere. L’autostima scaturisce dai risultati delle nostre esperienze confrontati con le aspettative ideali. Maggiore sarà la discrepanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, minore sarà la stima di noi stessi.

Caratteristiche e conseguenze

Possedere un’alta autostima è il risultato di una limitata differenza tra il sé reale e il sé ideale. Significa saper riconoscere in maniera realistica di avere sia pregi che difetti, impegnarsi per migliorare le proprie debolezze, apprezzando i propri punti di forza. Tutto ciò facilita una maggiore apertura all’ambiente sociale, una maggiore autonomia e una maggiore fiducia nelle proprie capacità.
Le persone con un’alta autostima dimostrano una maggiore perseveranza nel riuscire in un’attività che le appassiona o nel raggiungere un obiettivo a cui tengono.
Al contrario, una bassa autostima può condurre ad una ridotta partecipazione e a uno scarso entusiasmo, che si concretizzano in situazioni di demotivazione in cui predominano disimpegno e disinteresse. Vengono riconosciute esclusivamente le proprie debolezze e trascurati i propri punti di forza. Si è più vulnerabili e meno autonomi. Le persone con una bassa autostima si arrendono molto più facilmente quando si tratta di raggiungere un obiettivo abbandonandosi a sentimenti di delusione e di amarezza connessi allo sperimentare un insuccesso. Di fronte alle critiche, sono molto sensibili all’intensità e alla durata del disagio provocato.

Cosa determina il modo in cui ci vediamo?

Incidono significativamente sulla nostra autostima …

  • le opinioni comunicate da altri significativi;
  • confronto sociale
  • autosservazione

Come aiutare i ragazzi ad avere una maggiore autostima?

I genitori possono aiutare un figlio adolescente

  • dimostrando di apprezzarlo e incoraggiandolo;
  • chiedendo un piccolo aiuto in casa, capirà che la sua famiglia lo stima e ha bisogno del suo aiuto;
  • dimostrando interesse per le sue opinioni. Ascoltate le sue opinioni senza dover per forza ogni volta trovare una soluzione migliore della sua. Aiutatelo ad esporre le sue idee. Fategli sapere che non deve necessariamente avere le vostre stesse opinioni su tutto.
  • chiedendo un aiuto o un consiglio;
  • interessandosi a compiti di scuola, hobby, sport che pratica e partecipando dei suoi successi.
  • aiutandolo ad interpretare e leggere gli errori come momento ed occasione di crescita;
  • sostenendolo nella creazione di una rete sociale.

Psicologa psicoterapeuta Concorezzo