Ultima modifica: 26 Giugno 2020
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Responsabilizzazione ed attenzione all’apatia

Responsabilizzare i preadolescenti e monitorare l’apatia

I preadolescenti, ragazzi tra i dieci e i quattordici anni, sono una fascia di età da attenzionare in questo periodo. Sono crisalidi molto vulnerabili. Vivono l’inizio del distacco dalla famiglia, provano a costruire una rete sociale di riferimento, cercano per la prima volta di distinguere da soli tra pericoloso e non, amico e non. In questo periodo storico provano a mettere ordine nella loro vita ed a mettere insieme i pezzi in una cornice ed in un contesto totalmente disorganizzato…e non è semplice.

Come affiancarli?

Premessa necessaria: i preadolescenti non sono ancora in piena tempesta ormonale e neuronale, sono meno impulsivi e risentono meno di variazioni dell’umore e, soprattutto, sono meno conflittuali nei confronti degli adulti quindi più disponibili ad accettarne l’aiuto. È fondamentale che il preadolescente non si senta trascurato o trattato come se fosse invisibile.

È importante far sentire il ragazzo parte di una comunità, responsabilizzarlo anche tra le mura domestiche perché oggi è il contesto che vive maggiormente. Lo stress di questo periodo non è motivo valido e sufficiente perché ci si manchi di rispetto. I ragazzi devo essere affiancati in modo da garantire le giuste ore di sonno ed i pasti, da limitare i tempi di accesso alla tecnologia nelle sue diverse forme, da spiegare le regole cui attenersi in modo che non sia una acritica adesione e da dimostrare che si può resistere allo stravolgimento della quotidianità.
Un focus di attenzione dovrà essere l’apatia. Molte indagini e ricerche testimoniano e dipingono la fatica di ragazze e ragazzi in questo periodo. La preoccupazione è tanta, così come la difficoltà nell’affrontare una realtà in cambiamento ed evoluzione. Spesso la risposta che viene adottata è l’apatia…condizione in cui la vita perde colore, non ci sono più desideri, si perde il senso del contesto, la realtà allontana. È fondamentale guardarsi dall’apatia e cercare sempre di riconoscerne segnali ed indicatori.