“Amarci per quello che siamo senza considerarci difettosi per qualcosa che ci sembra mancare. Allora la vita di ognuno di noi potrà iniziare a essere speciale”.     

Daniele Cassioli

Mese dell’inclusione – tempo di talenti

Valorizziamo le attitudini e diamo l’opportunità a ognuno, nel quotidiano e nei contesti di esperienza, di esprimere le peculiarità e di svilupparne altre. 

Il mese dell’inclusione è un tempo dedicato, attraverso attività, proposte, incontri e riflessioni, alla scoperta delle particolari attitudini, talenti e unicità. Un tempo dedicato all’esplorazione dei “mondi” dove ci sentiamo “in alto, ma anche in basso”, delle situazioni dove ci sentiamo capaci e sicuri, ma anche meno abili e incompetenti. Conoscere le disposizioni personali iniziali, siano esse innate o sviluppate tramite i vissuti, tutti possiamo metterci in gioco, confrontarci per valorizzare e ampliare le nostre diverse “unicità”, soprattutto se qualcuno ci incoraggia e ci accompagna a esserne più consapevoli. Il mese dell’inclusione è un intreccio di percorsi da compiere per conoscersi, migliorare e comprendere che i nostri e gli altrui talenti diventano, insieme, costitutivi nella comunità a cui apparteniamo. Solo se ci conosciamo possiamo aprirci senza filtri all’ascolto e dare spazio a tutti i modi di esprimersi e di apprendere. Si propongono percorsi che offrono la possibilità di esprimersi, accorgersi di essere capace, stare bene e apprendere; poi, estendiamo le possibilità, per garantire l’accesso e la partecipazione fruttuosa, acquisendo fiducia e sperimentando sé stessi, in situazioni nuove e diverse. Anche perché ogni contesto è complesso e mette sempre in gioco più intelligenze, attitudini, preferenze interconnesse tra di loro.

UNA “GITA” PER FARE RETE: INCONTRO CON LAV

La nostra storia è ciò che ci rende differenti, sostiene Oliver Sacks.
Lunedì 18 marzo 2024 alcune insegnanti della scuola primaria, in rappresentanza,
hanno incontrato storie ricche e diverse: hanno conosciuto, infatti, gli uomini e le
donne del Laboratorio Arti Visive (LAV), il centro diurno sperimentale per la disabilità
adulta del Comune di Bovisio Masciago.
LAV è una realtà coesa con il proprio territorio, dove l’apertura e l’incontro con gli
altri sono “abitudini” spontanee e arricchenti: i cittadini e le cittadine, piccoli e grandi,
passando per la piazza principale del paese, possono entrare “a scambiare due
chiacchiere” o semplicemente bere un caffè.
Qui si esplorano spazi in cui si “vivono” una molteplicità di passioni: l’arte, la musica,
la lettura, il giardinaggio, la cucina, la poesia, la pubblicità, la comunicazione.
E’ un luogo ricco di tante “trame differenti”, dove ciò che conta di più sono le
esperienze, le scoperte, le relazioni: tutto questo ha spinto le docenti a vivere “da
vicino” il centro per allargare la sua fitta rete di trame e raggiungere anche la nostra
scuola! Sono state, infatti, raccolte e condivise idee che, attraverso una
collaborazione, possono prendere forma: la cura, con pratiche attive, cooperative e
collettive, per sentirsi “noi” e non solo “io”; le relazioni con gli altri come occasioni per
imparare che gli altri possono avere idee e competenze diverse dalle proprie, che si
può intervenire in loro aiuto se sono in difficoltà e viceversa; l’abbattimento di alcune
“barriere” per mettere in luce e dare valore alle potenzialità di ognuno, educando
all’accoglienza, al rispetto e alla reciprocità.
Questo esempio di appartenenza al territorio è un desiderio a cui vorremmo dare
spazio nella nostra scuola: un luogo da cui i bambini e le bambine possano uscire
per incontrare il “bello” del nostro paese, Sovico, le realtà del nostro territorio e le
persone che lo rendono prezioso possano portare la propria testimonianza.
Insomma, incontrare un luogo “vivo”.
Qui possiamo mostrare solo un piccolo assaggio, che ci auguriamo possa far
“sentire” ciò che si respira al Lav, in attesa che questa nuova rete prenda forma!